domenica 7 dicembre 2008

La dittatura del sorriso


Prendiamo in prestito il titolo dell'irriverente album degli ZetaZeroAlfa per presentare 2 film di sicuro impatto...

Essi Vivono! (John Carpenter, 1988)


Essi Vivono! Questo il titolo del geniale fantahorror del re del B-movie John Carpenter. Senz’altro il suo film più politico, dalla trama semplice, ma tagliente.

Il protagonista è un certo John Nada, professione vagabondo senza fissa dimora in cerca di lavoro. Tutto bene se non fosse che l’attore che lo interpreta è il wrestler superpalestrato Roddy Piper (attore di pessimi film d’azione e fantascienza di serie B) che ben poco si addice al ruolo, e offre un'interpretazione alquanto sopra le righe.
Il tale John trova lavoro in un cantiere edile e, per caso, entra in possesso di un paio di occhiali neri che di colpo gli fanno scoprire la terribile verità! Il mondo come lo conosciamo è solo una semplice facciata: in realtà televisione, giornali, manifesti, cartelloni pubblicitari sono colmi di messaggi subliminali volti ad influenzare le menti delle persone per dominarle. E - cosa peggiore! - i responsabili sono una civiltà aliena dal volto scheletrico!!!

Tra colpi di scena a volte un po’ telefonati e scene trash colossali (come l’incredibile scazzotata della durata di quasi 7 minuti!!!!!!!) il film ci offre una pesante critica alla società moderna, in particolare quella degli anni '80, anche se le tematiche sono alquanto attuali: una società vuota e priva di valori, tesa al consumismo più sfrenato e all’appiattimento culturale.
Gli alieni funzionano quindi solo da espediente narrativo per mostrare come le persone, ormai piegate all’accettazione passiva di tutto ciò, vivano nell’ignoranza o più semplicemente (cosa ancor peggiore) nella più totale indifferenza.

Ispirato in parte ai film di fantascienza anni '50, la pellicola ancora oggi conserva un certo fascino particolare, dai risvolti amari e beffardi. Un film da riscoprire e che senz’altro merita di più: non a caso è osannato dalla critica, mentre invece all’uscita nelle sale fu un mezzo flop, dovuto in parte alla natura un po’ trash della pellicola - che in fondo è proprio il marchio di fabbrica di John Carpenter, una persona ed un regista decisamente fuori dagli schemi.

Videodrome (David Cronenberg, 1982)

1982! David Cronenberg realizza Videodrome, uno dei suoi film più significativi, che diventa un vero e proprio manifesto del genere cyberpunk. Visionario ed allucinato, definito da Andy Warhol “l’arancia meccanica degli anni '80”, il film del regista canadese è una violenta critica alla televisione, vista come mezzo per manipolare le persone, distoglierle progressivamente dalla realtà e “narcotizzarle” provocando la morte del pensiero.

Il film non è proprio convenzionale e quindi risulta un po' difficile da digerire dalla massa abituata ai baracconi hollywoodiani, o peggio ancora allo pseudo-cinema di casa nostra oramai in coma irreversibile da anni.

Tornando alla pellicola, il videodrome è un segnale televisivo pirata capace di formare cancri nel cervello dello spettatore, tumori che confondono la percezione della realtà sino a sostituirla.
Il videodrome è la “video-parola fatta carne”, l’individuo la acquisisce dentro di sé, mutandosi in una nuova forma, in una “nuova carne”.
Max Renn (James Woods) è il proprietario di canale 83, una piccola rete televisiva che diffonde pornografia e contenuti violenti. Un bel giorno il nostro protagonista, sempre alla ricerca di qualcosa che possa aumentare gli ascolti, si imbatte nella trasmissione pirata "videodrome". Piano piano la storia scivola in una dimensione surreale, a tratti onirica, man mano che la “nuova carne” cresce nel corpo di Max, fino a giungere all’allucinato e catartico finale che ci lascia più di un interrogativo e suggerisce che forse la TV non esercita solo un'influenza mentale in senso stretto…

Da vedere! Se non altro perché è stato tra i film che hanno ispirato un filone dal quale sono uscite pellicole come il tanto celebrato Matrix, e perché ha un contenuto decisamente sovversivo e politicamente scorretto.

“La televisione è la realtà, e la realtà è meno della televisione”


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1 commento: