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venerdì 31 ottobre 2008

Legge 133: Che Tajo!!!



La legge 133 ad opera degli uomini-forbice del governo, Tremonti-Brunetta, è stata approvata con tacito consenso del contestatissimo ministro Gelmini.

Le linee-guida per quanto riguarda il mondo universitario non sembrano essere cambiate rispetto a quelle a cui la “nostra” classe dirigente si ispira da anni. Dall’opera di Berlinguer fino a quella della Moratti (passando per Mussi) gli atenei hanno visto diminuire i fondi e aumentare a dismisura i privilegi dei Baroni con tutto ciò che questo ha quasi sempre comportato: prassi clientelare, fantomatici corsi di Laurea (dal 2001 sono RADDOPPIATI: 37 di essi hanno 1 solo iscritto, 323 non superano i 15!) e spese inutili (vedansi schermi al plasma nella Facoltà di Lettere Roma3) .

Perché l’odierna legge non colpisce queste disfunzioni ma applica solo pesantissimi tagli? La risposta è nella logica liberale degli uomini di governo. La loro soluzione, in perfetto “passo coi tempi” è dare alle facoltà italiane la possibilità (ma sembrerebbe più corretto parlare di NECESSITÀ) di trasformarsi in fondazioni di diritto privato.



Nonostante il sistema capitalista abbia mostrato e stia mostrando tutti i suoi limiti, una soluzione “mista” in stile anglosassone, che potrebbe essere il primo passo alla totale privatizzazione, è la soluzione optata dal governo.
Questo ennesimo colpo allo stato sociale italiano non può, non DEVE passare inosservato! Senza creare allarmismi sul futuro, la strada da seguire è quella dell’unità generazionale, è quella di scendere in piazza ogniqualvolta l’applicazione di questa legge colpirà il nostro sacrosanto diritto allo studio, senza lasciarci piegare da strategie della tensione. Non accettando che le nostre idee trovino espressione nelle bocche e siano strumentalizzate da chi, in continua ricerca di notorietà, si erge a portavoce di questa o quella protesta, ma non essendo poi meno colpevole di chi ha trasformato la società in mercato (ne sai niente Veltrò...?).

LA LIBERTÀ NON HA COLORE... SOLIDARIETÀ STUDENTESCA!

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giovedì 30 ottobre 2008

Cui Prodest?





...«all’improvviso si scatena il delirio. Un gruppo del Blocco aggredisce gli studenti dei collettivi»... (Da “Repubblica” 30/10/2008)

...«ci siamo preoccupati quando i toni degli estremisti di destra si sono fatti duri (...) poi l’attacco da verbale a fisico (...) sono comparse catene e scudi: c’era premeditazione».... (Da “Il Tempo” 30/10/08)

Invece i ragazzi di destra sono fautori dell’unità generazionale e tutti a volto scoperto (e parlano di premeditazione...). I veri provocatori compaiono dal nulla, coperti da sciarpe e caschi (“Il Messaggero” ha pensato bene di oscurare le uniche facce identificabili, vedi pag. 35 Cronaca di Roma) e NESSUN quotidiano nazionale mostra le loro foto!









Nome: Strategia della tensione (soprannome: strategia degli opposti estremismi).

Data di Nascita: 1968, Università La Sapienza.

Segni particolari: fomentare e provocare scontri e divisioni tra gruppi giovanili che, seppur ideologicamente distanti, portano avanti una battaglia comune.

Mezzi: infiltrazioni, polizia, digos, MASS MEDIA.

Finalità: Distogliere l’attenzione dai reali problemi del paese e rafforzare il consenso verso il governo e la classe politica (vedi DC e PCI negli anni di piombo), sfruttando pregiudizi, paure e malinformazione.

Vittime: La Verità, la gioventù sana e ribelle, ogni forma di solidarietà anti-sistema.

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