giovedì 29 ottobre 2009

Due minuti di poesia per il Blocco Studentesco



Due minuti di poesia per il Blocco Studentesco


29/10/2008 – 29/10/2009


Né rossi né neri ma liberi pensieri!
Siam un sol grido, noi siam gli alfieri
Della novella gioventù che non ci sta!
Alalà alalà alalà!

Uniti marciamo verso ’l senato tetro
In un sol blocco, non cedrem d’un metro
Alla patria Vergogna che onor non ha!
Alalà alalà alalà!

Siamo tutti quanti studenti!
Senza color né risentimenti
Contro ogni rancore, contro ogni viltà!
Alalà alalà alalà!

Eppur s’ode: «Camerata, basco nero
Il tuo posto è al cimitero!»
Ahó! Eccoli i paladini della libertà!
Alalà alalà alalà!

Son giunti, son tanti, son troppi
Ribalda canea d’animi zoppi.
Ma noi restiamo, noi siam qua!
Alalà alalà alalà!

Urla, ulula e strepita Lor Marmaglia
Ma noi non fuggirem la battaglia
Siamo la gioventù che resisterà!
Alalà alalà alalà!

D’Antigone il coraggio, d’Eracle la forza,
Intrepidi guasconi, siam di dura scorza,
L’impavida gioventù che non morrà!
Alalà alalà alalà!

In noi di Leonida rinasce lo spirto,
Le belle nostre fronti cinga ’l mirto,
Per la gioventù verace si lotterà!
Alalà alalà alalà!

Fiero il guardo, scoperto il volto,
Ritto il capo, al sol rivolto
Ecco la gioventù che tema non ha!
Alalà alalà alalà!

No! Noi non cedrem d’un’ugna
Sinché Monna Morte non giugna
E alata Gloria alfin ci bacerà!
Alalà alalà alalà!

Una sol cosa si sappia, o giornalisti stolti!
Che oggi pochi si batteron contro molti,
Che noi lottammo per la libertà!
Alalà alalà alalà!

Lottammo, giammai cedemmo alla carogna!
E mentre c’attende la mediatica gogna,
A Piazza Navona una nera rosa fiorirà…
Alalà alalà alalà!

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10 commenti:

  1. Il blocco studentesco non cede nemmeno un centimetro, ma va sempre avanti e più avanti ancora!

    Carina la poesia!

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  2. Inno alla fermezza e cameratismo di un gruppo che fanno della Patria e dell'Onor un sacro motivo di vita! Bravi ragazzi.

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  3. Blocco Studentesco Roma29 ottobre 2009 15:18

    Bella, però forse il linguaggio è troppo obsoleto.

    Specialmente per il blocco studentesco, che aggredisce il futuro senza passatismi.

    comunque daje, non si fermerà la marcia.

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  4. «forse il linguaggio è troppo obsoleto. Specialmente per il blocco studentesco, che aggredisce il futuro senza passatismi»

    C'è del vero in quel che dici. Tuttavia, questa poesia è nata in maniera improvvisa e spontanea diversi mesi fa. Visto che credo che ogni argomento meriti un registro o un linguaggio preciso, in quel momento avevo sentito il bisogno di ricorrere ad un linguaggio "epico", d'annunziano quasi, e credo che alcuni riferimenti al Vate siano evidenti. (Ovviamente non mi sto paragonando a D'Annunzio, non oserei tanto:))

    Cmq, visto che la marcia non si ferma oggi ;), magari un domani per un'altra occasione (certo non spero in un'altra Piazza Navona, ben inteso) snellirò la lingua e la sintassi.

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  5. Ok, per carità, facevo le mie riflessioni considerando appunto la vena futurista (anzi, turbodinamista) di casapound.

    Poi, per quanto mi riguarda, massimo rispetto e saluti romani a ripetizione per il D'Annunzio uomo, ma come poeta preferisco autori un po' più moderni, ricordiamoci che in fondo D'annunzio proviene dall'800 ma anche che la sua poetica evolse notevolmente durante tutta la sua vita. D'annunzio è autore del Piacere tanto quanto de La vergine della rocce o del Notturno.
    Del resto c'è chi ama anche Carducci, io lo trovo poco sopportabile, a parte poche eccezioni.

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  6. Infatti accolgo con piacere ogni considerazione.

    Per quanto riguarda la vena turbodinamista di CasaPound, hai ragione in pieno. Ma c'è anche un altro motivo per cui ho usato una lingua aulica, un po' "ermetica" se vogliamo: Ezra Weston Loomis Pound. Proprio lui, l'ispiratore di CasaPound appunto. Pound spesso utilizzava non a caso un linguaggio volutamente arcaico, a tratti incomprensibile, faceva riferimenti a Dante e agli stilnovisti, usava gli ideogrammi cinesi, proprio per enfatizzare il nostro progressivo distacco dalla nostra tradizione, che quasi a stento oggi comprendiamo e sentiamo realmente nostra. Per es., questa poesia scritta in italiano da Pound per celebrare la RSI (http://augustomovimento.blogspot.com/2008/11/dove-il-teschio-canta-torneranno-i.html), e che tanto amo, è emblematica per quanto riguarda il mio discorso.

    Cmq concordo appieno su questo: il turbodinamismo di CasaPound dovrebbe avere anche uno "sfogo" poetico. Chissà, magari un giorno mi cimento, sperando che non mi accusino di arbitrio :D

    p.s. ma ora mi puoi svelare chi sei? La prima firma infatti mi era parsa un po' strana, visto che anch'io sono del Blocco Studentesco Roma.

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  7. «saluti romani a ripetizione per il D'Annunzio uomo»

    ahahah quoto!

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  8. Daje blocco 8830 ottobre 2009 22:28

    No scusa, magari ho usato quel nome a sproposito, sono solo un simpatizzante, per ora, in futuro chissà.
    Comunque senza nulla togliere alla poesia qui, quella di Pound mi suona molto più moderna nella costruzione dei periodi, insomma è meno lineare e suona molto bene il contrasto con il lessico aulico e classicheggiante.

    Comunque complimenti lo stesso, sia per la poesia, sia per l' "impresa" di piazza navona.
    Daje che la Fidene nera è con voi.

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  9. Infatti lui era Pound, io no... :)

    Grazie comunque dei complimenti. Ad maiora

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