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lunedì 17 novembre 2008

Riflessione sulla Scuola...

"[...] arrivò il '68 e da allora vige e impera la demagogia scolastica. Della quale sono finalmente venuti i nodi al pettine .

I fattori distorsivi specifici sono 3: primo il sessantottismo, esiziale perché ha predicato l'ignoranza del passato, recidendo quella trasmissione del sapere che dovrebbe essere la prima missione dell'educatore; cavalcando la tigre dell'antielitismo, ha distrutto il principio del merito producendo la società del demerito che premia i peggiori e gli incapaci a danno dei migliori.

Secondo fattore il progressivismo pedagogico (largamente di ispirazione psicoanalitica) [...] che, sull'impulso del celebre dottor Benjamin Spock, ha convertito al permissivismo tutte le madri dell'occidente con la dottrina che il bambino non doveva essere frustrato da punizioni. Prima la scuola si reggeva sull'alleanza maestri-genitori. Ora i maestri che resistono all'andazzo sono lasciati soli e vilipesi come repressivi.


C'è infine un fattore che sfugge ai più: la teoria della società post-industriale come società dei servizi fondata su alti livelli di istruzione; ma il post-industriale non doveva e non poteva sostituire l'industriale, nocciolo duro della produzione della ricchezza. La società dei servizi si trasforma in una società parassitaria di piena occupazione fasulla. Proprio l'idea di siffata società, in cui nessuno si sporca le mani, alimenta l'insensata corsa al titolo universitario.
Ma è proprio necessario che tutti vadano all'università? C'è chi proprio non è tagliato per gli studi superiori, che si sono abbassati per accoglierlo.
Più si moltiplicano gli attestati che creano alte aspettative, e più creiamo legioni di scontenti senza lavoro, o costretti a un lavoro che considerano indegno del loro rango."

(G. Sartori, "Corriere della Sera")

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